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Il potere della lettura

In questo mese parliamo di:

PREADOLESCENZA
(a cura di Silvia Crippa)

 Questa volta il primo libro che consigliamo è un testo che sta spopolando in ambiti educativi:

rombo  L'età dello tsunami, di Alberto Pellai e Barbara Tamburini, ed. DeAgostini.

Una fama meritata, dovuta, a mio parere, a un mix di elementi semplici ma difficili da trovare contemporaneamente in un testo: linguaggio comprensibile a tutti eppure di solida cultura psicopedagogica e anche medica, viste le numerose citazioni legate alle neuroscienze; interessanti riflessioni teoriche accompagnate da ottimi consigli pratici, nonché molti titoli di film da vedere insieme ai ragazzi. Forse non è azzardato dire che gli autori uniscono la tradizione culturale latina con il pragmatismo di stampo americano. Inoltre, least, but not last, essi hanno il merito di affrontare un argomento poco esplorato dalla letteratura scientifica, cioè la preadolescenza (identificata dagli stessi come il passaggio dalle elementari alle medie, oggi diremmo dalla primaria alla secondaria di primo grado).

 

rombo  Come secondo proponiamo Demenza digitale, di Manfred Spitzer, ed. Corbaccio.

Il sottotitolo è: “come la nuova tecnologia ci rende stupidi”. Un testo che fa riflettere molto e spaventa anche un po’, tanto da chie

L’autore riporta interessanti scoperte scientifiche, basate su esperimenti condotti con rigore da persone qualificate e illustrate con abbondanza di esempi, e nello stesso tempo denuncia che la diffusione di tali scoperte viene osteggiata dalle multinazionali del digitale.

Comunque egli afferma che “indietro non si torna” e il suo scopo non è demonizzare la tecnologia, ma invitare a un uso consapevole.

 

La mia opinione:

E’ un testo che mi sembra importante conoscere. Inizialmente anch’io mi ero chiesta quanto fosse attendibile, ma nella mia quotidianità di insegnante continuo a trovare molti riscontri alle ricerche riportate, per esempio nel constatare l’aumento di difficoltà legate all’area visuo-spaziale. 

Inoltre essendo citato anche nella prima opera segnalata, della quale uno dei due autori (Pellai) è medico, ciò, a mio giudizio, gli dà una garanzia ulteriore di affidabilità.

Dal mio punto di vista è un testo che dovrebbero conoscere tutti; ritengo importante che venga letto in particolare da genitori di figli preadolescenti, per meglio regolarsi nell’uso della tecnologia, divenendo più consapevoli sia delle opportunità che dei rischi che essa comporta.

 

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25 novembre 2017

 

panchine rosseQuesta data è stata scelta dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, attraverso la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999, come quella in cui ricorre la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. L’ONU ha scelto il 25 novembre per ricordare la stessa data del 1960, giorno in cui tre attiviste politiche della Repubblica Dominicana, le sorelle Mirabal, vennero violentate e uccise da uomini dell’esercito dominicano durante la dittatura di Rafael Trujillo. Ha invitato i governi, le organizzazioni internazionali e le ONG a sensibilizzare l'opinione pubblica in quel giorno.

 

Anche per il 2017 il consultorio si unisce all’iniziativa  “Panchine rosse” invitando alla lettura di due romanzi, uno più "datato" e uno più recente.

“La ciociara”di Alberto Moravia

Libro che ha avuto molto successo diversi anni fa, ancora di più dopo il film omonimo con cui Sofia Loren vinse un Oscar. Il romanzo parla principalmente di guerra ed è verso la fine che è narrato lo stupro della figlia della protagonista. Quanta violenza, sessuale fisica e psichica, subiscono queste due donne? Simbolo di tutte quelle che, nei diversi paesi del mondo, ancora ne sono vittime. La storia è intensa, non si tratta certo di un romanzo leggero e il finale è amaro, purtroppo simile alla realtà, ancora oggi e a ogni latitudine, di troppe donne.

“Venuto al mondo”di Margareth Mazzantini

L’autrice parla anche lei di violenza sessuale e di guerra, un conflitto più recente in cui risuonano le atrocità di tutte le guerre.

Durante la lettura del romanzo niente è come ci si aspettava e a un certo punto si scopre che la realtà è completamente diversa da quello che sembrava.

In questo caso il finale apre alla speranza, anche se essa segue all’esperienza di dolori immensi, alcuni dei quali non risanati.

Dal libro è stato tratto un film.

 

La mia opinione:

Sono libri che trattano tematiche sconvolgenti. Penso sia difficile che un libro possa rendere appieno il vissuto drammatico delle vittime di stupro e di violenza, ma gli autori ci provano e ci ricordano che è importante affermare e mettere in atto nella quotidianità il rifiuto della violenza.

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* Silvia Crippa insegnante, psicologa, psicoterapeuta, mediatore familiare in consultorio opera come psicoterapeuta e consulemte familiare.

 

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Sono graditi consigli e suggerimenti su nuove letture da condividere in questo spazio
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(Il consultorio non è vincolato alla segnalazione di quanto proposto)

 

 

   
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